Storia e cultura
Sportyland sorge sulle rive del Livenza, fiume già famoso in epoca romana. Già Tito Livio, infatti, parlava di un "Portus Liquentiae", ovvero di un porto sulla Livenza, che sarebbe stato situato in prossimità dell'attuale Torre di Mosto e sarebbe sopravvissuto sino al quinto secolo dopo Cristo.
Innumerevoli sono le citazioni latine riguardanti il fiume e i suoi terreni particolarmenti favorevoli di vita. Per la costanza e regolarità del regime idrico la Livenza fu sempre molto navigata e frequentata e, per ovvie ragioni geografiche, funse da confine tra civiltà (Gallo-carnici a oriente e Veneti a occidente).
Le principali città della zona erano Opitergium, l'attuale Oderzo, e Iula Concordia (attualmente Concordia Sagittaria), nel crocevia tra la via Annia e la via Postumia, città vescovile del cui passato rimangono importanti testimonianze archeologiche.
I primi consorzi per la regolazione idraulica del Livenza, o meglio, come erano soliti nominarlo i nostri avi," La Livenza", nacquero già nel 1600. Sorsero i primi canali di scolo, vennero dissodati i terreni più alti, cercando di bonificare quanto più terreno possibile. La lotta contro le forze della natura, in un'epoca in cui non si poteva contare sulle macchine a motore, non poteva che risolversi in una battaglia persa ad ogni piena del fiume. Solo dalla fine dell'800 si possedettero i mezzi sufficienti per quello che sarebbe diventato per decenni il lavoro di bonifica del Veneto Orientale. Il territorio del basso Lemene e di Caorle e di San Stino di Livenza iniziò quindi ad acquistare una fisionomia. Nacquero le "prese", il cui antico nome evoca la sottrazione della terra alle acque, e il suo destinare il terreno all'agricoltura.
I primi impianti idrovori vennero costruiti completamente a spese dei latifondisti proprietari. L'area di San Gaetano, alla quale appartiene Ca'Alleata, era di proprietà dell'antica famiglia mantovana dei baroni Franchetti. Dopo la morte di Raimondo Franchetti la vedova, baronessa Luigia de Rotschild, estese l'opera di bonifica dalla zona di San Gaetano alle prese dalla Settima alla Nona, e, durante i primi anni del '900, caldeggiò la muratura delle cascine coloniche del luogo.
Sorse così anche Ca'Alleata. Dopo qualche tempo si concepirono i consorzi privati, alleanze tra i proprietari terrieri nella speranza di unire forze e mezzi per la redenzione delle paludi. Ci avrebbe pensato la Grande Guerra, poi, a distruggere dighe e idrovore, e a far ripartire quasi da zero l'attività di bonifica. Durante il periodo tra le due guerre i baroni Franchetti investirono molto sul borgo di San Gaetano, cercando di farlo diventare una sorta di enclave agricola e peschereccia.
Il rampollo della famiglia, il famoso esploratore Raimondo Franchetti, risiedette spesso in zona, e ospitò più volte personalità altrettanto avventuriere: primo fra tutti Ernest Hemingway, che non mancò di omaggiare la zona nel suo "Di là del fiume e tra gli alberi". Durante la Seconda Guerra Mondiale le terre tra il Livenza e il Tagliamento furono territori di confine e teatro di dure battaglie. Ma con la pace e con la nascita della Repubblica ripresero intensamente le opere di risanamento fino a giungere, alla metà degli anni '50, alla completa bonifica della zona.

Ponte romano in prossimità di
Concordia Sagittaria

Ottava Presa (in basso a destra)
e le paludi di San Stino
alla fine dell'800

Case coloniche
in località San Gaetano












