Appunti di tecnica mtb
L'Abicì, la scuola di bicicletta di Sportyland, sarà il posto giusto per diventare dei biker provetti!
All'interno del Circuito Mountain-bike e Ciclocross
grazie all'insegnamento ed all'assistenza fornita da preparati istruttori i bambini potranno apprendere le principali regole e le tecniche di conduzione della bici fuori strada, nonchè i trucchi e i segreti per partecipare all'attività pre-agonistica.
L'Abicì diventerà così un'importante tappa per la crescita del bambino, un'occasione per imparare l'importanza di valori come il rispetto per la natura e per il prossimo, oltre che un'occasione per affinare le proprie abilità pratiche con le piccole riparazioni della bici che verranno insegnate.
Affrontare la salita
Se la gran parte del divertimento di un'escursione in mountain-bike sta nelle discese, le salite sono il sacrificio che si deve compiere, un sacrificio da pianificare al meglio per risparmiare energie.
Stabilite le giuste posizioni di sella e manubrio, rimane da lavorare sulla posizione del corpo.
Lo sguardo dev'essere ancora una volta fisso in avanti; ci si deve abbassare portando in avanti il busto, e il proprio peso va bilanciato proporzionalmente tra asse anteriore e posteriore: un peso eccessivo dietro non sarebbe sufficiente per avanzare nella salita e farebbe impennare la ruota anteriore, mentre un eccesso di peso in avanti vi farebbe arretrare. Non si deve tirare il manubrio verso di sè nell'illusione di spingersi, ma si devono semplicemente appoggiare le mani su di esso.
Contemporaneamente non si deve essere rigidi con le braccia, ma affrontare la salita con una certa fluidità: la pedalata dev'essere omogenea, il più possibile in armonia con il ritmo che si stava tenendo prima della salita.
Affrontare la discesa
Per una corretta discesa in bicicletta la principale regola da seguire è: mai stare seduti in sella.
Ci si deve alzare sui pedali arretrando il peso del corpo, in modo da non caricare il peso sulla ruota anteriore. In questo modo, di fronte ad un eventuale ostacolo, si evita che la ruota anteriore si blocchi.
Una tenuta fluida della bici garantisce una giusta ammortizzazione e un giusto bilanciamento dei pesi.
Più la discesa è ripida, infatti, più è importante spostare il peso verso l'asse posteriore, arretrando se è il caso oltre il sellino fino quasi ad appoggiare il petto su di esso. In questo modo, in caso di ostacoli, se la bici si punta si riesce ad evitare una rovinosa caduta "sgusciando" dalla bici. Sempre nell'eventualità di un ostacolo e di un blocco della bici, può essere importante imprimere un energico colpo di pedali per ottenere la giusta propulsione e superare l'intralcio.
Affrontare la curva
Struttura della curva
Nell'affrontare una curva è necessario possedere una buona dose d'intuito e di esperienza. E' importante infatti prevedere la pericolosità di una curva a seconda della traiettoria che si sta compiendo e delle asperità del terreno. Teniamo in considerazione anche che la bicicletta è un mezzo più... snello dell'automobile o di altri mezzi ingombranti, e che lo spazio a disposizione per affrontare al meglio la curva e sfruttare l'ampiezza della carreggiata è considerevole, e permette di rendere più dolci le curve.
Più ampio è l'angolo di curvatura, più in velocità essa sarà affrontata. Diventa fondamentale quindi "disegnare" una sorta di curva all'interno della curva. Se essa è molto secca, quasi a 45°, posso sfruttare lo spazio in larghezza sulla carreggiata per addolcirla curvandola maggiormente. La curva, quindi, va seguita senza pedalare, e tenendo alzato il pedale interno alla curva.
Se la curva è in salita non è sufficiente solo accelerare, ma anche spostarsi in avanti con il busto. Se invece la curva è particolarmente stretta, si deve fare attenzione ancora una volta alla postura del corpo (le braccia, ad esempio, non devono essere rigide) e al ritmo della fedalata, che dev'essere fluida e scorrevole.
Posizione del biker sulla bicicletta
"Disegnata" la curva, è altrettanto importante tenere una corretta posizione sulla bici e studiare la posizione stessa della bicicletta rispetto alla strada, inclinandola per ottimizzare l'aderenza tra le ruote e il suolo.
L'aderenza della ruota anteriore va mantenuta costantemente: se è la ruota posteriore a perdere aderenza ci si può sempre correggere cambiando traiettoria, se invece è quella anteriore a sfuggire, si sbanda.
Il segreto è calibrare il peso: un carico eccessivo in avanti fa perdere il controllo, è necessario quindi, in discesa, bilanciare un po' il peso all'indietro.
Spostando leggermente il bacino verso l'interno della curva, poi, si controbilancia in modo ottimale l'aumentato peso dato dalla discesa.
Uso dei freni
Di norma sarebbe bene evitare di frenare mentre si sta affrontando una curva, poiché l'azione del freno provoca uno sbilanciamento dei pesi e una perdita di equilibrio. In caso di curva in discesa è però necessario rallentare, e l'uso del freno diventa pressoché obbligatorio. Attenzione comunque ad utilizzare sempre il freno posteriore, poiché quello anteriore pè molto potente e catapulterebbe il biker in avanti.
Anche la frenata con il freno posteriore, comunque, dev'essere molto dolce, e non scattosa.
Affrontare un tratto sassoso o sabbioso
Negli percorsi sterrati il fondo del sentiero spesso non è battuto. Ancora una volta si deve quindi fare attenzione alla propria posizione sulla bici, ridistribuendo i pesi tra asse anteriore e posteriore in modo da evitare brusche interruzioni. Un peso in eccesso in avanti, infatti, incastrerebbe la ruota anteriore nei sassi, imprigionando la bici nella ghiaia, e quindi facendovi cadere o comunque fermare. E' fondamentale, una volta entrati nel percorso ghiaioso, guardare in avanti e controbilanciare il peso all'indietro, tenere una postura fluida, con le braccia non rigide, e cercare di mantenere una pedalata omogenea e priva di scatti.
In caso di fondo sabbioso, se possibile i problemi sono ancora maggiori: l'eccesso di peso in avanti provoca infatti gli stessi inconvenienti che si incontrano con il fondo sassoso. La sabbia, però, più fine della ghiaia, aumenta anche le possibilità di perdita dell'equilibrio. I consigli sono gli stessi che in caso di terreno ghiaioso, prestando ancora più attenzione alla postura e alla fluidità nella pedalata: una perdita di ritmo aumenterebbe le possibilità di perdita dell'equilibrio.
Attraversare un guado
Quanto scritto sopra a proposito dei fondali sassosi o sabbiosi va ripetuto anche nel caso di un guado, con l'aggravante della scivolosità del fondo e della destabilizzazione data dalla corrente. Affrontare correttamente un guado significa anche tenersi pronti ad una caduta in acqua: le scarpe, quindi, vanno sganciate dall'attacco dei pedali. Va inserita una marcia bassa, previsto un certo spazio di rincorsa e, una volta in acqua, si deve cercare di pedalare il meno possibile e di sfruttare la rincorsa.
Attraversare un tunnel
Quasi come nel caso del terreno bagnato, anche quando si attraversa un tunnel artificiale va tenuto in considerazione un aumento di viscidità della strada. Si deve quindi essere ancora più prudenti che in un comune caso di terreno scivoloso, date la minore visibilità e la curvatura delle pareti del tunnel: più scivolosa è la superficie, minore è l'attrito tra le ruote e il terreno ai bordi della carreggiata, dove iniziano le pareti del tunnel. Si deve cercare, quindi, di mantenersi al centro della carreggiata, guardando in avanti e cercando di gestire al meglio la frenata tra anteriore e posteriore.











